Visitare Orgosolo è una delle cose naturali  da fare se  desideri conoscere la Sardegna. Una meta obbligata, se si ha voglia di scoprire con cura  quest'isola del Mediterraneo, che ha la capacità di offrire al viaggiatore una gamma di sfumature che abbracciano aspetti: culturali,  naturalistici, etnografici e gastronomici.

Orgosolo è un curioso borgo dell'interno, in Barbagia, di circa 4000 abitanti, alle pendici del massiccio montuoso del Supramonte. Ci troviamo in un luogo ricco di significati simbolici, storici ed etnografici, inoltre, le sue montagne custodiscono un patrimonio ambientale di rilevanza mondiale.

Luoghi che sono da tanti anni  al centro della nostra programmazione, infatti organizziamo vari tipi di escursioni guidate sia per la visita al centro storico che alle bellissime attrazioni naturalistiche quali: Funtana bona, Monte Novo, Nuraghe Mereu e tanti altri siti.

 

Trekking urbano nelle antiche stradine del centro storico.

Si! camminare per ore nelle sue viuzze di un paese pittoresco.
La cosa che rende Orgosolo un luogo unico è sicuramente il fenomeno artistico del Muralismo.  Non è un caso che si sia sviluppato ed abbia trovato energia da queste parti. In questo luogo della Barbagia si sono verificati una molteplicità di avvenimenti storico politici che hanno favorito un terreno fertile, dove potesse attecchire una forma di espressione artistica diretta e rivoluzionaria, dal forte impatto emotivo.

Dipingere sui muri è la forma d'arte del popolo, essa parte dal basso, un anelito popolare che si nutre di sentimenti, istinto e vivacità intellettuale.

I muri di questo borgo autentico ospitano un patrimonio di oltre 200 opere, le quali esprimono validi significati: politici, denuncia e protesta sociale nei confronti del sistema capitalistico, imperialismo internazionale, diseguaglianze sociali.

Il tema prevalente è la volontà di evidenziare le condizione di subalternità della Sardegna rispetto all'Italia.

 

Orgosolo laboratorio di disobbedienza civile
 

 Sicuramente un evento chiave nella storia di questo paese, fu la rivolta popolare anti militarista di Pratobello, "sa lotta".

Siamo nel giungo 69 e la vicenda si concretizza in un forte atto di protesta non violenta, con occupazione da parte di tutta la popolazione di un vasto altopiano  per impedire che lo stato vi impiantasse un poligono militare.

Donne, bambini, uomini e pastori di Orgosolo impongono 6 giorni di lotta pacifica per difendere dignità e sopratutto migliaia di ettari di pascolo.Pratobello protestaL'epilogo della vicenda vede  lo stato italiano  desistere da tale intento ed i numerosi militari( "truppas de macellu de adestrare") rispediti in sede.

In quegli anni lo stato italiano era quasi incapace di controllare e gestire l'entroterra sardo, e secondo alcune inchieste parlamentari, forse molto frettolose e superficiali, si individuavano nella pastorizia la causa principale del banditismo, di conseguenza, a priori, tutte le popolazioni dell'interno venivano dichiarate potenzialmente delinquenziali ed avverse allo stato.

Si misero in atto varie azioni fallimentari  di tipo economico tese ad industrializzare una terra a forte vocazione agro pastorale , in quest'ottica, il poligono militare di Pratobello  aveva il palese scopo di dissuadere i pastori di Orgosolo  dall'esercizio della pastorizia.

Si provò a recintare con rete un luogo fertile ed utile ai pastori , e fu costruito anche uno pseudo villaggio per ospitare chiesa e comando militare con alloggi per soldati, oggi diventato luogo fantasma animato solo dai murales dedicati a quelle giornate, molto significativi e rievocativi.

Nel secondo dopo guerra Orgosolo fu oggetto di studio di numerosi antropologi, e si sviluppò un filone di pensiero scientifico e culturale che tendeva a screditare le tesi parlamentari sul banditismo e sull'ostilità dei Barbaricini rispetto al mondo esterno.

Esistevano si forti episodi di banditismo con dati statistici elevati, tuttavia a detta degli studiosi le cause erano molteplici, ma sicuramente non risolvibili con il metodo della rappresaglia militare.

Il turista che arriva ad Orgosolo deve quindi  necessariamente capire questo quadro storico e culturale,
per avere il giusto approccio ai suoi murales.

 

La nascita del Muralismo di Orgosolo
Il muralismo di Orgosolo nasce ufficialmente nel 69, ad opera del gruppo anarchico milanese Dionisio ,che dipinge su un muro del corso una cartina con l'Italia ed al posto della Sardegna un grande punto interrogativo e l'icona femminile dell'America, lo scopo era di rappresentare il forte disinteresse e lo scarso impegno della politica italiana rispetto alle aspettative della Sardegna e delle sue campagne e della sudditanza nei confronti dell'America. 

Sicuramente esisteva  una sensibilità a certi temi, legata  al fatto che negli anni sessanta operò  un'attivo Circolo Giovanile, molto impegnato su temi sociali, esso fu il promotore della famosa rivolta antimilitarista. 

 

Il muralismo di Francesco del Casino

Per anni si usarono volantini e manifesti cartacei per commemorare "sa lotta" in Pratobello, che il circolo produceva in continuazione.

Nel  75 ci fu l'idea di festeggiare e ricordare il trentennale della Liberazione de della lotta al nazifascimo, in questo frangente maturò la volontà di realizzare dei murales. Il fenomeno era già presente in Sardegna, nei primi anni 60 , ad opera di Pinuccio Sciola, nella sua San Sperate furono realizzati diversi opere di questo tipo.

 

murales orgosolo barbagia

Il pittore che realizzò la prima serie di murales fu Francesco Del Casino, toscano di Siena, a quel tempo insegnante di artistica alle scuole medie di Orgosolo.  I temi  sono molto impegnati ed a tratti scomodi, come accennato in principio, antifascismo, lotta di classe ed in particolare atti d'accusa contro un stato centrale incapace di risolvere i problemi della Sardegna e della Barbagia, spiccato antimilitarismo.

Lo stile di Del Casino è chiaramente Naif, ispirato a  Pablo Picasso.

Del Casino fu affiancato dal pittore locale Pasquale Buesca , dai bambini delle scuole medie e dal gruppo culturale locale chiamato Le Api. Non mancano i murales  realizzati da artisti di passaggio, attratti in loco da motivazioni artistiche.

Io personalmente son convinto che i murales siano il frutto di quattromila mani Orgolesi.

 

 Volendo parlare di Francesco Del Casino, egli non pensava di creare qualcosa di cosi importante, lo scopo era quello di riprodurre sui muri i messaggi dei delicati e precari manifesti, infatti nemmeno firmo le sue opere.

Leggendo una sua intervista si capisce bene questo sentimento di spensierata serenità:

"All’inizio non c’era assolutamente un’intenzione artistica, è stato il fervore politico della fine degli anni Sessanta che ci ha portati a fare questi murales, in base agli eventi che succedevano: ascoltavamo la storia e gli rispondevamo. Solamente in un secondo momento abbiamo iniziato ad associare a questa attività una volontà artistica, come é stato invece il caso, fin dall’inizio, a San Sperate... non abbiamo mai pensato di fare i murales per un pubblico, il nostro pubblico erano gli abitanti del paese, mai avrei pensato che dopo anni tanti turisti si sarebbero recati a Orgosolo, per vedere i murales"

 
Oggi Orgosolo ha un altissimo flusso di visitatori, decine di migliaia, i murales sono uno dei motivi di tale fiume, c'è tutta una dinamica che riguarda le genesi del turismo in questo luogo, ma di questo tema avremo modo di parlare in un altro post.

L'elemento sostanziale è la dimensione evidente di  quanto il muralismo sia l'anima di Orgosolo.
Sarebbe impensabile altrimenti che una comunità accetti di farsi dipingere i suoi muri e le sue case. 

"Come guida sono stato decine di volte da queste parti.

Alle porte del paese, dietro una curva ed all'improvviso, un grande masso dipinto appare come d'incanto in mezzo al nulla,  la sagoma naif di un pastore con i suoi grossi occhi mi emoziona, ogni volta!

Il  bus si ferma nella piazza del paese, si scende ,  ti da il benvenuto una frase enorme  "beati i  popoli che non hanno bisogno di eroi" , e cosi via, in un crescendo di citazioni e frasi 

Ogni  murales ti parla ti guarda ti sveglia!"
 Passeggiare per le vie di questo austero paese, significa sfiorare un anelito identitario molto solido, lo scorgi benissimo nelle donne che fanno la spesa o negli uomini al bar, tra gli anziani seduti nei muretti, nei giovani fieri e belli.

Il turismo è presente, i turisti inondano il corso, però pare che l'ambiente locale, quasi imperturbabile, non subisca conseguenze da questa pacifica invasione.

I murales di Orgosolo seducono le anime sensibili. Citazioni  di Gramsci,  Lussu,  Brecht,  l'assurdo positivismo del criminologo Niceforo,  l'inno  Liberos rispettados e uguales di Peppino Mereu. Il bombardamento di Guernica, Salvatore Alliende, o pensieri di Faber. Slogan immortali come "più mangime meno proiettili." Insomma una lunga sequenza di inni alla libertà ed alla dignità umana.


 

Cinquant'anni di Muralismo e la rinascita artistica.
 

In un cinquantennio, si  sa, la storia avanza e propone nuovi attori, nuovi scenari ma le disuguaglianze restano,  quindi parliamo sistemi umani sempre più contraddittori, ecco allora nuovi soggetti nei muri: Obama, la causa palestinese, le emergenze ambientali, la Siria e cosi via.

Del casino rientra spesso a Orgosolo, e la produzione artistica se ne giova.

E' emersa una leva locale di artisti, in particolare capitanati da Teresa Podda, autentica custode di questo patrimonio.

Una grande muralista, in prima linea sulla scena artistica locale, tra le sue attività segnalo la sua particolare dedizione ad una originale forma artistica i Pedrales. Si tratta di una tecnica che permette di dipingere sui massi di pietra  i temi che di solito vediamo sul muro.

Ci sarebbe da dire che il Pedrales più famoso fu realizzato negli anni 80, ed è quello che appare all'improviso dietro una curva ale porte del paese.  Il pastore che riposa, 

 

La produzione di murales non si è mai interrotta, nel 2016 c'è stata un opera di restauro di alcuni di essi tra i più invecchiati. Sempre in questo caso lo staff di artisti guidati da Francesco e Teresa hanno avuto anche un sostegno economico da sottoscrizioni paesane.

 

Gli artisti locali sono coinvolti in una fase di espansione che chiamano rinascita Orgolesa , una fase che in prospettiva si pone l'obiettivo di nuove opere da affiancare a quelle storiche, e rimarcare quindi la vitalità di un  fermento culturale che è ben lontano dal volersi eclissare.

Una grande prova di vivacità artistica si è manifestata con la realizzazione di una nuova opera possente: Sa Pandela , una grossa installazione-murales in campagna, in un ingresso del paese. Si tratta di un opera complessa con vari temi:  una madre con due bambini,   un bambino con una colomba, una poesia di  un benvenuto di Giovanni Pira, ed un elogio al pastoralismo. Un benvenuto dedicato  a chi viene a  visitare Orgosolo. Un regalo del Pittore Senese affiancato sempre da Teresa e Pino Muggianu con la partecipazione dell'intera comunità.

Tra le novità dell'ultima fase produttiva trovo molto  molto suggestivo  il  murales  dedicato alla coltivazione del baco da seta, peculiarità tutta Orgolese.

 

Da non perdere  l'omaggio Pinuccio il  grande artista di San Sperate. Insomma il luogo è fertile di artisti locali, allievi di Francesco del casino con il quale esistono rapporti indissolubili.

Orgosolo c'è!

Qualsiasi tentativo di narrazione comunque lo vedo poco adatto a raccontare l'emozione che si ricava durante un esperienza dal vivo, quindi appena arrivate in Sardegna sapete cosa fare, un bel trekking urbano per i muri di questo splendido paese.

  LUNGA VITA AI MURALES DI ORGOSOLO! 

 

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