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Programma visit Barbagia: Fonni, Ovodda, Belvì.

Una giornata dedicata alla scoperta del cuore della Sardegna. Raggiungi la Barbagia  con la tua auto, in alternativa  organizziamo il  car sharing oppure il rent a car grazie alle nostre agenzie convenzionate.

I'itinerario ci porta nei seguenti territori:   Barbagia di Ollolai, Barbagia di Belvì e Mandrolisai.  Un territorio montuoso e boscoso, che si stende ai piedi del massiccio montuoso del Gennargentu, che poi degrada in morbidi rilievi coltivati a vite, fino ad arrivare agli altipiani colonizzati da olivastri millenari. Un mosaico di paesaggi un proposta di giornata alternativa alla ricerca di cultura, ambiente e gastronomia.

Le tappe suggerite saranno un momento di incontro  con pastori, artigiani, vignaiuoli, gente di  Sardegna  che vive attivamente il  territorio.

Clicca e segui la mappa !     

Si inizia con dal Nuraghe Dronnoro, in ottime condizioni è facilmente raggiungibile grazie ad un sentiero ben segnalato, esso è articolato con una torre centrale ed integra, dotata di ingresso e di una tholos intatta, due torri laterali e bastione. A pochi metri due splendide domos de janas. Fonni il paese più alto della Sardegna si concede al viaggiatore con i suoi murales, di ottima fattura, specchio della cultura pastorale e contadina del luogo. Franca Cugusi mostrerà la cottura del pane carasau, dando ospitalità nel suo panificio artigianale.

Lasciato Fonni, proseguiamo il cammino e dopo una bella strada in mezzo ai boschi, che costeggia il lago di Gusana,  ecco il borgo successivo, Ovodda, dove ci concediamo la visita dell' azienda agricola  Marongiu, specializzata  nella preparazione di formaggi D.o.p, in particolare il rinomato Fiore Sardo, vincitore di diversi premi.  A seguire è prevista la visita al laboratorio del calzolaio Gianni Cuga, che produce  le classiche  scarpe dei pastori, sos cosinzos, molto interessanti  anche le sue nuove creazioni che sposano tradizione con innovazione.

 La tarda mattinata prevede l'arrivo a Tonara, bel  paese montano, che lega il suo nome al torrone, al poeta Peppino Mereu ed in particolar modo  ai campanacci, infatti l'itinerario prevede una visita al laboratorio de "is sonaggios" (in lingua sarda);  le famiglie Sulis e Floris sono  depositari di un'attività che ormai rasenta la dimensione mitologica, tutti i pastori della Sardegna accorrono infatti da secoli nelle loro botteghe per dotare di campanacci  le greggi al pascolo .

 Concludiamo la mattinata giungendo a  Belvì piccolo ed ameno borgo,  famoso per le nocciole e le castagne. Barbagia ospitale, enoteca e cucina locale sarà il luogo  dell'accoglienza per ottenere un pò di  ristoro.  Si farà il punto della situazione e si potranno avere chiarimenti sulle cose viste e su quelle da vedere, parlare del viaggio appena  compiuto ed approfondire i punti che che sono risultati più coinvolgenti.

Per il pranzo sarà offerta una sequenza di piatti tipici locali, tutti elaborati con materie prime reperite a km zero.   Salumi, a cominciare dal prosciutto rigosamente al taglio ed  un mix di salsiccie e guanciale. Formaggi sia freschi che stagionati, caprino e pecorino, ricotte e casizzolu, abbinati al miele ed alle confetture alla frutta. Un piccolo assaggio di primi, fatto di  ravioli di patate e menta, mazzamurru. Grigliata di carni nostrane,stufato di pecora alle erbe, maialetto freddo. Si chiude con il rinomato  torrone fatto in casa. La cantina sarà articolata su vari livelli di degustazione, da due vini a quattro, in abbinamento al cibo. Chiudiamo con un ottima grappa o un liquore alle erbe del Gennargentu.

oppure sarà possibile incontrare la semplicità del vino da tavola, prodotto della nostra tenuta di fiducia.

 Belvì propone la visita al suo museo di scienze naturali,  una bella mostra di avifauna, insetti, minerali e fossili.  Preziosa visita, sarà quella dedicata alla scoperta del dolcetto locale, su caschette, un sottile involucro di sfoglia, che racchiude una pasta a base  di miele e nocciole tostate.

Presa la la via del rientro, incontriamo un altro bel posticino,
Atzara,  pittoresco quanto bucolico borgo di collina, siamo nella famosa zona vitivinicola Mandrolisai, ecco perchè ci attarderemo un pò presso la cantina Fradiles, gestita da due giovani locali, grandi interpreti delle uve tradizionali del territorio: monica murustellu e cannonau, dalle quali si ottiene il Mandrolisai DOC, l'unica in Sardegna ottenuta in uvaggio, grande qualità e armonia, stiamo parlando di vini che sempre più  spesso ottengono riconoscimenti dalle guide specializzate.

 Proseguendo, la strada ci porta ad un altro paese, l'ultima  tappa del nostro itinerario.
Ottana, il suo nome richiama alle  suggestioni del carnevale Barbaricino che in questa località è animato da maschere di origine millenaria, "carazas", che ispirandosi a rituali propiziatori agresti prendono il nomi di : boe, merdule e filonzana. Ecco perchè ci sarà la visita alla bottega di Franco Maritato, il quale, con pazienza e calma, intaglia e fa nascere dal legno le preziose maschere .A pochi passi l'imponente basilica romanica di San Nicola, risalente all' XI secolo.

A questo punto si riguadagna la strada maestra  e si fa rientro.

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